Knit Café – I filati estivi
Fondazione Querini Stampalia – Venezia
18 aprile ore 16.30
Euro 15,00
Evento riservato ai soci
In quest’occasione vorremmo trovare il tempo di parlare dei filati estivi, perché in estate — anche se il caldo ci fa sudare le mani — non ci fermiamo mica, eh!
Lo sappiamo bene: la lana è imbattibile. È elastica, morbida, scorrevole; ci coccola le dita. E quando siamo abituati al suo calore rassicurante, non è facile ritrovarsi tra le mani fibre che scorrono meno, che si impigliano sulle giunture dei ferri circolari, o capi che si allungano e si deformano come se non volessero più tornare in forma.
Nel nostro incontro proveremo a fare un po’ di chiarezza, smontando miti e guardando da vicino la natura dei filati estivi.
1. Il Cotone
Il cotone è igroscopico: assorbe l’umidità, ma non la rilascia velocemente. Se si suda, può diventare pesante e freddo sulla pelle.
E poi c’è la grande famiglia del cotone:
- quello “normale”,
- e i suoi cugini nobili: Pima e Giza, con fibre lunghe e lucenti che resistono meglio al pilling e durano negli anni.
Parleremo anche del cotone lavorato a catenella, un buon compromesso che lo rende più fresco, leggero e stabile.
2. Fibre Liberiane
Lino, Canapa e Ramiè sono fibre “da stelo”: rigide, nobili, essenziali. Sono loro a portare la vera freschezza estiva.
Richiedono un po’ di pazienza: si ammorbidiscono con l’uso, diventano più docili col tempo e sono praticamente indistruttibili. Regalano capi freschissimi anche se richiedono una certa attenzione nella fase di bloccaggio.
3. Le Sete
Quando si parla di seta, ci si accorge subito che non esiste “una” seta sola-
La Seta Bourette, per esempio, nasce dai cascami. È ruvida, materica, un po’ selvatica. Ha quel caratteristico odore da bagnata che molti knitter esperti riconoscono subito e, anzi, apprezzano: è parte della sua autenticità, della sua natura meno levigata.
La Seta Ahimsa, invece, è chiamata “non violenta” perché si attende che la farfalla esca dal bozzolo prima di filare.
E poi c’è il confronto classico: Seta Mulberry contro Seta Bourette. La Mulberry è la seta lucida, quella che cattura la luce e restituisce un riflesso elegante. La Bourette, al contrario, non punta sulla brillantezza: offre comfort termico, una mano più asciutta e una lavorazione sorprendentemente semplice.
4. Le Fibre Artificiali: le Viscose
Le viscose hanno una caduta morbida che le rende perfette per scialli e top fluidi, ma questa stessa caratteristica fa sì che i bordi a coste cedano facilmente e non mantengano la forma.
Molti knitter scelgono filati in bamboo o soia convinti di fare una scelta ecologica, perché la “fonte” è una pianta. Ma la realtà è più complessa: la maggior parte delle viscose — incluso circa il 90% del bamboo in commercio — viene prodotta tramite processi chimici intensivi, basati su carbonato di sodio e solfuro di carbonio, sostanze tutt’altro che innocue.
5. Il paradosso della Lana (sì, anche in luglio!)
Vi spiegheremo perché aggiungere un pizzico di Merino extra-fine ai vostri filati vegetali non vi farà morire di caldo, ma anzi salverà i bordi a coste e la stabilità dei vostri progetti, agendo come una piccola “molla molecolare”.
Vi aspettiamo per toccare con mano questi filati, confrontarci e sfatare insieme qualche falso mito.
L’incontro è riservato ai soci. Se desideri esserci e non sei ancora parte della nostra famiglia, puoi farlo facilmente dalla pagina Unisciti a noi del sito.
Posti Limitati, quindi affrettatevi a prenotare inviando una mail a : Info@ungomitoloavenezia.it
